Bonifica e smaltimento coperture in cemento-amianto Perugia

bonifica e smaltimento coperture in cemento-amianto

GRA AMBIENTE effettua interventi di rimozione e smaltimento amianto di matrice compatta.

Si parla di amianto compatto quando le fibre del minerale sono fortemente legate in una matrice stabile e solida. In edilizia, solitamente, quando si parla di amianto compatto ci si riferisce a quelle lastre piane o ondulate (eternit) presenti nelle coperture che venivano ampiamente usate in quanto caratterizzate da una estrema leggerezza, resistenza alle intemperie ed al calore e da un costo contenuto. Quando sono in buono stato di conservazione non tendono a liberare fibre spontaneamente. Con la continua esposizione all'azione degli agenti atmosferici però subiscono un progressivo degrado dovuto in particolare all'azione di piogge acide, sbalzi termici, all'erosione eolica e di microrganismi vegetali. Pertanto dopo anni di vita le lastre possono presentare corrosioni ed incoerenze superficiali e conseguenti affioramenti di fibre e fenomeni di liberazione.

GRA AMBIENTE esegue tutti gli interventi di bonifica m.c.a. (materiali contenenti amianto) nel pieno rispetto della vigente normativa:

Legge n. 257 del 27/03/1992
D.P.R. 08/08/1994
D.M. 06/09/1994
D.M. 14/05/1996
D. Lgs. n. 257 del 25/07/2006
D. Lgs. n. 81 del 09/04/2008
D.M. n. 248 DEL 29/07/2004
D.M. 03/08/2005 D. Lgs. n. 152 del 03/04/2006

Tutti gli interventi di bonifica comprendono:
Il sopralluogo preliminare in cantiere con studio di fattibilità: si esegue un prelievo da analizzare presso laboratori autorizzati per la classificazione del rifiuto;

La redazione del piano d’igiene ai sensi dell’art. 256 del D. Lgs. 81/08 da presentare all’ASL competente per l’ottenimento dell’autorizzazione a procedere che include la redazione di un conforme Piano di Lavoro (Art. 34 D.L. 277/91) e di un P.O.S. - Piano Operativo di Sicurezza (D.Lgs. 528/99 integrazione al D.Lgs 494/96) contenente le procedure da adottare quali: tutelare pienamente la salute dei lavoratori, valutare i rischi, individuare la tipologia d'intervento più adeguata, adottare dispositivi di protezione individuale, rimuovere i materiali contenenti amianto, monitorare gli ambienti modificati, smaltire i rifiuti in discariche autorizzate. Sono necessari 30 giorni dalla data di presentazione del piano di lavoro per ottenere l’assenso dell’ASL a procedere;

L’analisi di caratterizzazione su campione di materiale per lo smaltimento a rifiuto effettuate presso laboratorio di analisi specializzato;

La preparazione iniziale del cantiere e la sua pulizia finale;

L’utilizzo di mezzi ed attrezzature specifiche per lo svolgimento del lavoro quali unità di decontaminazione, pompa airless per l’applicazione del fissativo, aspiratore a filtro assoluto, piattaforma aerea elettrica, camion gru, ecc.;

L’adozione di tutti gli accorgimenti e di tutti i dispositivi atti a tutelare l’incolumità degli operai (uso di appositi dispositivi di protezione individuale, quali ad esempio: tute in tyvek, maschere faccaiali, calzari, guanti, ecc.) e del pubblico;

L’applicazione sui manufatti da bonificare di rivestimento incapsulante di tipo D, ai sensi all. 2 del D.M. del 20/08/2009, al fine di evitare l’aerodipersione delle fibre di amianto durante le operazioni;

Lo smontaggio, il tiro a terra, il confezionamento a norma del materiale;

Il trasporto a rifiuto del materiale di risulta, con trasportatore autorizzato, presso discarica autorizzata per lo smaltimento a norma di legge;

Sostenimento delle spese per smaltimento in discarica ed emissione del formulario (FIR).

Per l’esecuzione dei lavori, il personale si avvale di un consistente numero di macchinari ed attrezzature rispondenti agli standard dettati dalla vigente normativa, quali ad esempio gru di diversa portata, piattaforme aeree autocarrate fisse e semoventi.

Inoltre, come già detto, il personale deve indossare appositi dispositivi di protezione individuale (tute in tyvek, maschere faccaiali, calzari, guanti, ecc.)

La Circolare. n.7 del 12/4/97 del Min. Sanità pur ribadendo il rispetto delle suddette indicazioni procedurali e comportamentali consente, in ragione delle diverse situazioni possibili, di adattarle tecnicamente alla particolarità della situazione dell’intervento ed alla tipologia delle strutture.

Nel caso di limitati interventi soprattutto su tubazioni rivestite in amianto per la rimozione di piccole quantità di coibentazione, si utilizza la tecnica del Glovebag che previene il contatto diretto tra l'operatore e il materiale che contiene amianto. Nel glovebag vanno introdotti, prima della sigillatura a tenuta stagna, attorno al tubo o intorno alla zona interessata, tutti gli attrezzi necessari. Ci sono due maniche guantate applicate al glovebag nei quali l'operatore infila le braccia per poter intervenire all'interno del sacco stesso sulla coibentazione contenente amianto.

E' previsto uno spazio sufficiente alla base del glovebag per depositare l'amianto rimosso e per confezionarlo in modo sicuro. Il vantaggio rappresentato dal glovebag risiede nel fatto che le fibre di amianto restano in uno spazio circoscritto e che si interviene di volta in volta su tratti relativamente piccoli per cui in caso di problemi il rischio di contaminazione dell'ambiente circostante è limitato. Esattamente come nel caso del confinamento, l'operatore che utilizza il glovebag indossa maschere e indumenti protettivi e per precauzione, lo spazio nel quale viene impiegato il glovebag è coperto da rivestimenti in plastica e deve essere sempre a portata di mano un aspirapolvere con filtri ad alta efficienza. Applicare il glovebag è molto più rapido che effettuare il confinamento.

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